Che cosa significa battere il mercato?
Battere il mercato significa ottenere un rendimento superiore a quello di un benchmark equo — di norma un indice ampio — sullo stesso periodo e al netto di tutti i costi. Sembra semplice, ma un confronto equo richiede attenzione, e la maggior parte delle affermazioni informali di aver battuto il mercato non vi sopravvive. Sul lungo periodo, gran parte dei gestori professionali non batte i propri benchmark al netto dei costi.
Che cosa richiede un confronto equo
La differenza tra il rendimento del portafoglio e quello del benchmark è il rendimento attivo:
Perché significhi qualcosa, il confronto richiede:
- Il benchmark giusto, coerente con il mix di attivi e aree geografiche del portafoglio. Un portafoglio con il 30% di liquidità non si misura su un indice puramente azionario, né un portafoglio di azioni europee sull'S&P 500.
- Lo stesso periodo. Le date di inizio e fine contano molto; sceglierle a posteriori può produrre quasi qualsiasi risultato.
- Rendimenti al netto di tutti i costi, commissioni di negoziazione e imposte comprese.
- La misura di rendimento corretta. Il rendimento ponderato per il tempo elimina l'effetto di versamenti e prelievi, che il benchmark non ha.
- Rendimento totale su entrambi i lati, dividendi inclusi.
Un esempio semplice
Un portafoglio di azioni europee e statunitensi mostra un rendimento del 14% nell'anno, mentre l'MSCI World ha reso il 12%. In apparenza ha battuto il mercato di due punti. Ma quel 14% è il rendimento ponderato per il denaro del portafoglio, favorito da un versamento cospicuo effettuato poco prima di un rialzo. Il suo rendimento ponderato per il tempo — l'andamento delle posizioni stesse — è stato dell'11%:
Misurate correttamente, le posizioni sono rimaste indietro di un punto rispetto all'indice.
Fortuna o abilità
Anche una sovraperformance misurata correttamente può essere fortuna. Con un tracking error di circa il 5% l'anno, l'incertezza del rendimento attivo medio annuo dopo anni è:
Dopo nove anni vale ancora circa 1,7 punti: una sovraperformance media di due punti l'anno è a malapena distinguibile dal caso.
Che cosa dicono le evidenze
Gli studi di lungo periodo come i rapporti SPIVA, che confrontano i fondi a gestione attiva con i loro benchmark, rilevano sistematicamente che una larga maggioranza dei fondi attivi resta indietro rispetto al proprio indice su dieci anni o più, soprattutto a causa dei costi.
Per il risparmiatore privato la domanda pratica è spesso più semplice: dopo tutta la fatica, il portafoglio ha fatto meglio di quanto avrebbe fatto un singolo fondo indicizzato a basso costo? Se no, quel fondo indicizzato è il benchmark che conviene adottare.
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