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Che cos'è lo spread denaro-lettera?

In ogni istante un titolo quotato ha due prezzi: il denaro (bid), il prezzo più alto che qualcuno è disposto a pagare, e la lettera (ask), il prezzo più basso al quale qualcuno è disposto a vendere. La differenza tra i due è lo spread denaro-lettera. Chi compra paga la lettera e chi vende incassa il denaro, quindi chi acquistasse e rivendesse subito perderebbe lo spread. È un costo di negoziazione che non compare in nessun foglio commissioni.

La formula

Lo spread si esprime di norma rispetto al punto medio dei due prezzi:

Spread=PletteraPdenaro(Plettera+Pdenaro)/2\text{Spread} = \frac{P_{\text{lettera}} - P_{\text{denaro}}}{(P_{\text{lettera}} + P_{\text{denaro}})/2}

Ogni operazione ne paga circa la metà rispetto al prezzo medio, quindi un'andata e ritorno — un acquisto e una vendita successiva — costa grosso modo uno spread intero.

Un esempio semplice

Un ETF è quotato con un denaro di 99,90 € e una lettera di 100,10 €:

Spread=100.1099.90100.00=0.20%\text{Spread} = \frac{100.10 - 99.90}{100.00} = 0.20\%

Acquistare 10.000 € in lettera e rivendere in denaro un istante dopo restituirebbe circa 9.980 €: un costo di 20 € senza che intervenga alcuna commissione.

Che cosa determina lo spread

  • La liquidità. Gli investimenti molto scambiati — grandi titoli, ETF ampi — hanno spread di pochi centesimi di punto percentuale; le società piccole e gli ETF di nicchia possono avere spread dell'1% o più.
  • I market maker. Per gli ETF, operatori specializzati quotano in continua prezzi in denaro e in lettera, e lo spread copre i loro costi e il loro rischio.
  • Gli orari di negoziazione. Gli spread sono più stretti quando sono aperti i mercati dei titoli sottostanti. Un ETF quotato in Europa su azioni statunitensi ha di solito uno spread più ampio nella mattina europea, prima dell'apertura dei mercati USA.
  • La volatilità. Nei mercati turbolenti i market maker allargano gli spread per proteggersi.

Come contenere il costo

  • Operare durante gli orari principali di negoziazione del mercato sottostante ed evitare i primi e gli ultimi minuti della seduta.
  • Usare ordini con limite di prezzo, che fissano il prezzo massimo da pagare o quello minimo da accettare, invece di ordini al meglio che prendono il prezzo disponibile.
  • Preferire investimenti e listini liquidi. Lo stesso ETF può avere uno spread molto più stretto su una borsa rispetto a un'altra.
  • Operare meno spesso. Ogni andata e ritorno paga di nuovo lo spread.

Per chi investe a lungo termine in ETF ampi gli spread sono un costo marginale. Per chi opera di frequente e per chi investe in titoli piccoli o poco liquidi possono essere tra i più rilevanti.

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