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Che cos'è il divario comportamentale?

Il divario comportamentale è la differenza tra il rendimento che un investimento produce e quello che i suoi investitori ottengono davvero. Nasce perché chi investe tende a comprare dopo che i prezzi sono saliti e a vendere dopo che sono scesi. Un fondo può rendere l'8% l'anno mentre l'euro medio investito al suo interno guadagna assai meno, perché nei suoi anni negativi c'era dentro più denaro che in quelli positivi.

Come si misura

L'andamento dell'investimento in sé è il suo rendimento ponderato per il tempo, che ignora quando il denaro è entrato e uscito. Quanto hanno davvero guadagnato gli investitori è il rendimento ponderato per il denaro di tutti i flussi in entrata e in uscita. La differenza tra i due è il divario comportamentale:

Divario comportamentale=TWRTIR\text{Divario comportamentale} = \text{TWR} - \text{TIR}

Ricerche come i periodici studi «Mind the Gap» di Morningstar lo stimano per i fondi confrontando i rendimenti dichiarati con i rendimenti ponderati per il denaro dei flussi dei sottoscrittori. Di norma rilevano divari intorno a un punto percentuale l'anno o più in media, e più ampi per i fondi volatili e specializzati.

Un esempio semplice

Un fondo rende +30% nel primo anno e −20% nel secondo. Qualcuno vi investe 10.000 € all'inizio; colpito dal primo anno, aggiunge 17.000 €, portando l'investimento a 30.000 € poco prima del secondo anno. Questo si chiude a 24.000 €.

Il rendimento ponderato per il tempo del fondo sui due anni è:

TWR=1.30×0.801=4%\text{TWR} = 1.30 \times 0.80 - 1 = 4\%

Il rendimento ponderato per il denaro del sottoscrittore è il tasso rr che bilancia i flussi di cassa:

10,00017,0001+r+24,000(1+r)2=0r8.3%-10{,}000 - \frac{17{,}000}{1 + r} + \frac{24{,}000}{(1 + r)^2} = 0 \quad \Rightarrow \quad r \approx -8.3\%

Il fondo ha guadagnato il 4% in due anni; il suo sottoscrittore ha perso 3.000 € dei 27.000 € versati, circa −8,3% l'anno. La differenza è dovuta interamente al momento delle scelte.

Perché accade

  • Inseguire la performance: comprare ciò che è appena andato bene, spesso vicino a un massimo.
  • Vendere nel panico: vendere dopo cali bruschi, cristallizzando le perdite prima di un recupero.
  • Cambiare spesso fondo e strategia, ogni volta dopo che la precedente ha deluso.

Come evitarlo

  • Automatizzare: piani di accumulo regolari e ribilanciamenti programmati tengono le decisioni lontane dalle emozioni del momento.
  • Scegliere un portafoglio che si possa tenere anche durante un crollo, non soltanto uno che appare interessante nei mercati tranquilli.
  • Confrontare i due rendimenti. Un rendimento ponderato per il denaro costantemente inferiore a quello ponderato per il tempo è il segnale che le decisioni di tempismo stanno costando denaro.

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